Palermo: Intervista ad un operaio della Fincantieri

Palermo 3 Gennaio, la rabbia da parte degli operai Fincantieri non si è fatta attendere, dopo la presentazione, poco prima delle feste di natale, del nuovo piano industriale di Fincantieri (sottoscritto dalle sigle Cisl, Fim e Uilm).  Il piano prevede circa 2000 esuberi in tutta italia, dove per esubero si intende licenziamento, più la chiusura di due stabilimenti, quello di Genova e di Castellammare del golfo (NA); a Palermo sarebbero pronti ad attuare 140 licenziamenti.

Appresa la notizia, dell'accordo,  gli operai della Fincantieri hanno attuato uno sciopero il 23 dicembre,e la protesta è proseguita per tutta la settimana di capodanno con il blocco totale della produzione.

ieri dopo un assemblea davanti i cancelli della fabrica si è deciso di attuare la protesta ad oltranza, che continuerà finche non si otterra dalla dirigenza, il ritiro del piano industriale, e dei conseguenti "140 esuberi". Già ieri quindi gli operai si erano mossi in corteo, per attuare vari blocchi, al porto e alla stazione centrale.

Oggi ad inizio turno il picchetto ha sbarrato gli ingressi dello stabilimento gia alle cinque, impedendo cosi, l'ingresso dei mezzi di approviggionamento del materiale e quindi, lo svolgimento della giornata lavorativa. Intorno alle otto e mezza, è partito il corteo diretto verso la via Reg. Sicialiana arteria di Palermo che collega la sicilia orientale a quella occidetale. Dopo numerosi blocchi stradali lungo il loro percorso, gli operai si sono recati davanti la sede del municipio. In assenza di risposte da parte dell'amministrazione comunale gli operai sono tornati in fabbrica, decisi a continuare la mobilitazione nei giorni a seguire.

Abbiamo raggiunto telefonicamente un operaio della fincantieri di Palermo.